Il Sentiero Attrezzato delle Bocchette è certamente la “via d’alta quota” più affascinante delle Dolomiti e probabilmente delle Alpi. Si sviluppa lungo le incredibili cenge che tagliano le impressionanti guglie delle Dolomiti di Brenta e mette in collegamento i passi, “le bocchette”, di questa superba ed impareggiabile catena dolomitica.
La via delle Bocchette si compone di due tratti ben distinti: le Bocchette Centrali, fra la Bocca di Brenta (2552m) e la Bocca degli Armi (2749m) e le Bocchette Alte, fra la Bocca degli Armi (2749m) e la Bocca di Tuckett (2648m).

Qui si propone la descrizione delle Bocchette Centrali che, come le Alte, possono essere percorse in entrambi i sensi. Le Bocchette Centrali sono caratterizzate da lunghe ed esposte cenge, sospese sui baratri che contraddistinguono le vette più celebri delle Dolomiti di Brenta: la Torre di Brenta, il Campanil Basso, il Campanile Alto, la Cima Brenta Alta.

Benché le difficoltà tecniche della ferrata non siano eccessive, il percorso si adatta ad escursionisti esperti, abituati all’ambiente esposto e nell’utilizzo dell’attrezzatura specifica.

Si suggerisce di spezzare l’escursione in due giorni pernottando in quota in uno dei rifugi a ridosso dell’alta via.

Avvicinamento: La ferrata ha inizio presso la Bocca di Brenta (2552m) o alla Bocca degli Armi (2749m) in base al verso che si vuole percorrere. Quindi i l punto di partenza ideale per effettuare le Bocchette Centrali è il Rifugio Tomaso Pedrotti, che si raggiunge dalla Loc. Pradel (Altipiano della Paganella; Molveno – Andalo) seguendo i sentieri 340 e 319. Oppure il Rifugio Brentei raggiungibile per il sentiero 318. Partendo dalla Bocca degli Armi il rifugio da utoilizzare come base di partenza è l’Alimonta. A voi la scelta.
Ferrata: La via delle Bocchette è contrassegnata dal segnavia Nr 305. Si parte dai pressi della Bocca di Brenta (2552m) e l’attacco è situato appena a valle della Bocca verso L’alta Val Brenta (Rifugio Brentei). Indossato l’equipaggiamento necessario e, per mezzo di una breve scaletta, si supera una paretina e ci si porta sulla caratteristica cengia orizzontale piuttosto esposta. Questo “sentiero pensile” , ben attrezzato con cavo corrimano, aggira la grande parete ovest di Cima Brenta Alta e si sposta, con un’altra scaletta ed alcuni semplici risalti, sul fianco nord della cima. In questo tratto si gode di una superba vista del fianco sud-ovest del Campanil Basso e sarà facile individuare gli alpinisti che stanno per arrampicarlo sulle belle vie che si snodano su questo versante. Ci abbassa poi nell’intaglio che separa Cima di Brenta Alta ed il superlativo Campanil Basso, nei pressi della Bocchetta del Campanil Basso. Ora inizia un tratto di articolato che risale per facili paretine e cengette fiancheggiando le pareti Est del Campanil Basso e del Campanile Alto.

La via prosegue su cenge sempre piuttosto esposte e sempre ben attrezzate con cavo metallico e con alcuni saliscendi anche questi ben attrezzati.

Si raggiunge la Bocchetta Bassa degli Sfulmini, alla base dei cosiddetti “Sfulmini” dove ha inizio uno tratti più suggestivi che si sviluppa su una cengia sospesa che corre, con esposizione massima, a semicerchio in mezzo alle pareti. Uno degli ambienti più maestosi ed impressionanti delle Dolomiti del Brenta.

Si transita per i pressi della Bocchetta Alta degli Sfulmini e quindi per la “Torre di Brenta”, quasi al termine di questo tratto di Bocchette.

Si percorre un’altra cengia molto esposta e molto panoramica e quindi ci si abbassa per alcune scalette alla Bocca degli Armi (2749m), al termine del nostro percorso.

Rientro: Dalla Bocca degli Armi (2749m) si scende su nevaio (ramponi e piccozza) e per il sentiero che conduce al Rifugio Alimonta e quindi al Brentei. Qui si opta per scendere fino a Madonna di Campiglio o di risalire alla Bocca di Brenta per ritornare al Rifugio Pedrotti.

NB: se si è partiti da Andalo/Molveno è possibile abbassarsi alla “Busa degli Sfulmini” scendendo per la Ferrata Spellini (già presente nella sezione “ferrate”). In questo caso bisogna fare molta attenzione agli escursionisti che stanno salendo e a non smuovere pietre. Questa ferrata ha alcune scale molto lunghe e strapiombanti da non prendere assolutamente “sottogamba”.