Le Dolomiti di Brenta
Patrimonio Universale dell'Unesco

I nove sistemi montuosi che compongo le Dolomiti Patrimonio dell'Umanità comprendono una serie di paesaggi montani unici al mondo e di eccezionale bellezza naturale.
Le loro cime, spettacolarmente verticali e pallide, presentano una varietà di forme scultoree straordinaria a livello mondiale.
Queste montagne possiedono inoltre un complesso di valori di importanza internazionale per le scienze della Terra. La quantità e la concentrazione di formazioni carbonatiche estremamente varie è straordinaria nel mondo, e contemporaneamente la geologia, esposta in modo superbo, fornisce uno spaccato della vita marina nel periodo Triassico, all'indomani della più grande estinzione mai ricordata nella storia della vita sulla terra.
I paesaggi sublimi, monumentali e carichi di colorazioni delle Dolomiti hanno da sempre attirato una moltitudine di viaggiatori e sono stati fonte di innumerevoli interpretazioni scientifiche ed artistiche dei loro valori.
Dichiarazione di eccezionale valore universale, Comitato Patrimonio Mondiale Siviglia 26.06.2009
Il 26 giugno 2009 le Dolomiti sono state iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale grazie alla loro bellezza e unicità paesaggistica e all'importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico. La lista attualmente comprende 689 beni culturali, 176 naturali e 25 misti, presenti in tutto il mondo. 
Da sempre la valle dei Massodi costituisce il punto di partenza privilegiato per tutte le escursioni che da sud a est, hanno come meta le vette ed i rifugi delle Dolomiti di Brenta (Cima Brenta, Catena degli Sfulmini, Via Ferrata delle Bocchette, Campanil Basso). Dagli 823 metri delle rive del lago di Molveno si arriva ai 2700 metri delle Bocche di Brenta, degli Armi e dei Tuckett, che costituiscono lo spartiacque orografico tra la valle Rendena e il territorio di Molveno.
Il torrente Ceda attraverso la forra del Bondai scava il suo corso nella omonima valle lambendo le enormi pareti della cima Ceda e del Monte Daino.
La valle di Ceda non conosce insediamenti antropici: due antiche malghe che denotavano la presenza umana si sono arrese alla azione del tempo. La sua conformazione selvaggia e non accessibile ai mezzi a motore fanno si che questa solitaria valle sia abitata da molti animali del parco, in primo luogo lepri, caprioli e, in alto in alto, camosci. Terzo emissario, ma non in ordine di importanza, del lago di Molveno è il rio Lambin che da est porta le acque dell'altopiano della Paganella verso il lago.Il suo corso si snoda tra grandi abetaie e congiunge gli abitati di Andalo e Molveno dopo 5 km di bellissime passeggiate.